Martedi, 30 maggio 2017 - ORE:09:07

Apple di Cook: resoconto ad un anno dalla morte di Jobs


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“L’Apple di Cook ha perso il suo vantaggio sui concorrenti, non è più in grado di vendere prodotti di gran lunga migliori degli altri. In poche parole, è diventata vulnerabile” – afferma il fondatore della finanziaria Seabreeze partners, Doug Kass. Gli fa eco Shaw Wu, analista della Sterne Agee, facendo riferimento alla società cinese che produce gli apparecchi di Cupertino, nella quale le condizioni di lavoro e di vita degli operai sono a dir poco pessime, – “stanno emergendo nuove preoccupazioni sul futuro del gruppo per via di alcune vicende come quelle dei difetti dell’Iphone5 e delle agitazioni alla Foxconn.

Meno di un mese fa, il 21 settembre 2012, le quotazioni in Borsa della Apple di Cook hanno raggiunto il massimo storico in concomitanza col lancio dell’ Iphone5, determinando un monopolio evidente sul mercato. Quel giorno, mentre il ceo della Apple Tim Cook annunciava il nuovo modello descrivendone i pregi, le quotazioni di Cupertino arrivavano a 705 dollari, rafforzandone il primato mondiale in Borsa. Dopo quel momento però, e per coincidenza proprio nel giorno dell’anniversario della morte di Steve Jobs, i titoli hanno cominciato a “ballare”.

Due settimane fa erano sui 630 dollari, con una flessione di più del 10 % rispetto al record di settembre. In parole spicciole in pochi giorni sono stati bruciati più di 50 miliardi di dollari di valore azionario. Molti analisti hanno commentato il fatto dicendo che le ragioni sono solo tecniche, legate alle incertezze dei mercati finanziari globali e al desiderio (inconfessato) dei gestori di liquidare le posizioni e incassare le plusvalenze in vista dei bilanci di fine anno. Altri si chiedono se dietro non ci sia qualcosa di più, come la scoperta di un’improvvisa fragilità. O magari una sorta di crisi di identità per l’assenza del fondatore e capo storico.

Nuova Apple di Cook

Non che ci sia da lamentarsi di Tim Cook, intendiamoci. Le sue doti e la sua performance non sono da mettere in dubbio. Le quotazioni della Apple di Cook in Borsa, da quando il nuovo ceo si è insediato, sono salite di circa il 70 %. Un risultato eccellente, malgrado la recente flessione. Gli utili della società sono aumentati: 8,8 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre rispetto ai 7,3 miliardi dello stesso periodo nel 2011.

negli Usa le vendite totali dei pc sono scese del 13,8 % nel terzo trimestre del 2012, la Apple di Cook ha aumentato la sua quota di mercato che ora è del 13,6 %. La vendita degli iPhone va a meraviglia: 243 milioni di esemplari di tutti i modelli sono stati venduti, tra cui una decina di milioni di iPhone5 in appena 2 settimane. La nuova Apple di Cook sta consolidando le sue posizioni e in particolare la rete mondiale di negozi, che sono ormai 350.

Ha anche vinto la battaglia giudiziaria per la difesa dei suoi brevetti contro Samsung. Malgrado questi successi il nuovo ceo è dovuto entrare in contatto con i primi dubbi, nati sia a Wall Street che a Cupertino, sul futuro a medio-lungo termine del gruppo. Un esempio: il problema delle mappe sbagliate nell’iPhone5 ha fatto scaturire molte polemiche e molti dubbi sull’affidabilità del gruppo. Jay Elliot, l’ex vice presidente esecutivo della Apple ha recentemente commentato, riguardo alle mappe, “se Steve Jobs fosse ancora vivo, sarebbe furibondo”. Jobs aveva abituato i suoi clienti ad avere prodotti sempre nuovi e iper collaudati.

Il punto fondamentale oggi è questo: la società è in grado di continuare a fornire prodotti sempre più rivoluzionari e in grado di stupire i consumatori?



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