Martedi, 30 maggio 2017 - ORE:09:15

Apple-Samsung, la guerra non è ancora finita


Proprio quando sembrava tutto finito, ecco che la giostra ricomincia a girare. In seguito alla decisione della Corte di San Josè in merito alla “guerra dei brevetti”, Samsung era stata costretta a risarcire la compagnia di Cupertino con un assegno da un miliardo di dollari. La Corte si era trovata a dover deliberare in merito alla presunta copia di alcuni brevetti della Apple da parte della Samsung. I brevetti incriminati riguardavano i movimenti delle dita e la sincronizzazione dei cellulari con gli altri apparecchi. Pochi giorni dopo poi la Apple si è ripresentata chiedendo il divieto di altri 21 prodotti tra tablet e smatphone (tra i nomi più famosi il Galaxy Tab e il Samsung Galaxy 3), che secondo i californiani sarebbero stati copiati.

Ma la Samsung non si è arresa. Prima è riuscita a far posticipare di un anno il pagamento del risarcimento (si parlava anche di 30 camion pieni di monetine), e poi è passato all’attacco con una piccola vittoria in Giappone. Il giudice Tamotsu Shoji ha infatti sentenziato che la Samsung non viola i brevetti per quanto riguarda la sincronizzazione del cellulare con PC o altri apparecchi. Senza contare che la compagnia sudcoreana ha un numero di brevetti di 7 volte superiore a quello della società di Cupertino.

La guerra tra i due colossi si è adesso spostata al futuro, più precisamente ai nuovi prototipi. Sembra infatti che la Samsung voglia bloccare l’uscita del nuovo iPhone 5, programmata per il 12 Settembre, nel caso in cui quest’ultimo montasse una tecnologia LTE (tecnologia di connettività di ultima generazione). Per non rimanere comunque impreparata la Samsung ha anche deciso di continuare la produzione del nuovo Galaxy Note 2, la cui uscita è prevista in India il 22 Settembre.

La Apple e la Samsung controllano insieme circa il 50% del mercato globale, e la loro battaglia va avanti da oltre un anno. Prima la Apple ha accusato la società sud coreana di copiare i prodotti per gli smartphone su piattaforma. Samsung però a subito risposto accusando la Apple di aver usato senza permesso la tecnologia wireless per l’iPhone e l’iPad. Il risultato finale sono state lunghe cause con una giuria “generalizzata”, incapace di districarsi nell’enormità della tecnologia (la Samsung al primo processo ha portato 75 pagine di obiezioni). Il vero problema è che lo scontro sembra destinato a durare ancora per molto tempo, con nessuna delle due parti che ha intenzione di mollare un solo centimetro. La guerra è aperta.



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