Lunedi, 25 settembre 2017 - ORE:17:18

Twitter lancia Vine. Ma c’è materiale pornografico tra i video condivisi

Vine

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Siamo nell’era della condivisione virtuale, foto e messaggi viaggiano a chilometri di distanza in pochi secondi. Negli ultimi tempi Twitter rischiava di soccombere alla concorrenza di Facebook e Google+: i due colossi si sono alleati per fare guerra all’uccellino, cercando di fargli lo sgambetto con qualche tiro sinistro. Ad esempio, all’alba della nascita di Google+, BigG, con la decisione di Mountain View, ha deciso di cancellare i tweet dalle serp del motore di ricerca. Facebook ha poi scelto di non far apparire le anteprime delle immagini di Instagram (divenuta nel frattempo proprietà di Menlo Park, quartier generale di Facebook) nei tweet dell’uccellino. Twitter doveva fare qualcosa per smarcarsi e lo ha fatto con una feature che nessuno dei due avversari ha. Così è stata ideata Vine.

Tra Tweet e minivideo

VineTwitter ha infatti deciso di creare una nuova applicazione che permetta di condividere brevi attimi di vita in formato video. Il 24 gennaio 2013 il social network ha avuto l’onore di inaugurare Vine, l’applicazione che permette di girare mini video di 6 secondi e condividerli come un Tweet.

In quei 6 secondi, tuttavia, molti hanno visto l’occasione per condividere col mondo i loro attimi piccanti. Twitter sponsorizza l’applicazione come un servizio mobile che permette di catturare e condividere mini video clip e stimoli la creatività. Il tipo di attenzioni rivolte alla novità sono state quelle dei pubblicitari -pronti a confezionare micro spot- di artisti -che grazie alla tecnologia attuale possono realizzare mini film- e quella del mondo del porno: se sul canale si immettono le classiche chiavi di ricerca non tardano ad apparire espliciti materiali pornografici. Nonostante l’applicazione vieti questo tipo di condivisioni gli utenti hanno ignorato le avvertenze e, non essendoci alcun filtro, i materiali hanno cominciato a diffondersi in rete. Aprendo l’applicazione potremmo non imbatterci dunque nel classico gattino o fiorellino; addirittura un video dai contenuti chiaramente ambigui è stato selezionato come “scelto per voi” da chi gestisce l’applicazione

Vine: Arrivano le prime scuse

Un “errore umano”, dice il portavoce dell’azienda che si è scusato per i video con scene per adulti, sottolineando la pronta rimozione almeno del video che è finito tra i consigli dell’applicazione. I controlli dovrebbero essere più stretti e  le segnalazioni accolte in tempi più brevi. Permane comunque la possibilità di taggare i contenuti con parole chiave non ovvie. Su Vine è quindi possibile rintracciare mini porno fatti in casa, video hard di momenti privati o ripresi direttamente dalla tv o dagli schermi del computer. Al di là della diffusione  di materiali compromettenti, Vine potrebbe essere il nuovo trampolino di lancio per video che riprendono comportamenti illegali. Dai contenuti si può comunque risalire all’utente, e questo è un forte deterrente.



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