Giovedi, 25 maggio 2017 - ORE:10:39

Il giornalista videoludico #5. L’intervista a SouL su League of Legends

league of legends

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League of Legends game spotlight

Il vostro giornalista videoludico, Paolo Loreto, ha contattato uno dei massimi esperti italiani di League of Legends: SouL (QUI il suo canale Youtube) per conoscere i fondamentali e analizzare l’incredibile successo del gioco che ha conquistato l’intero pianeta a prescindere dall’età, dal sesso e dalla posizione geografica.

Paolo: Ciao SouL ti ringrazio per aver accettato il mio invito e lascio subito a te la parola, racconta chi sei ai lettori di StudioNews24.

SouL: Ciao Paolo, grazie a te e come dico sempre “Salve a tutti i player che mi seguono!” mi chiamo Matteo e in “arte” comincio a essere conosciuto come “SouL”. Ho 19 anni, vivo a Torino dove studio alla facoltà di Ingegneria e dedico una buona parte del mio tempo libero a giocare al PC, principalmente a League of Legends ed Hearthstone e di recente ho iniziato ad avere un piccolo ma incoraggiante numero di fan grazie a Youtube.

Paolo: Quali sono i fattori che hanno portato League of Legends ad essere sulla bocca di tutti?

SouL: Sicuramente il fatto di essere divertente ha giocato a suo favore, ma non è solo questo. League of Legends offre una giocabilità unica nel suo genere, in grado di intrigare e incuriosire il giocatore fin dalle prime partite con un mucchio di novità che all’inizio ti faranno venire solo un gran mal di testa, ma che piano piano, assimilate a dovere creano quello che è un gioco appassionante e difficile da abbandonare per qualsiasi casual player e in seguito, per chi si appassiona davvero, si apre un mondo competitivo fantastico ed è qui che il semplice gioco diventa una vera competizione, uno sport a tutti gli effetti! (QUI vi parliamo infatti di quando il videogioco diventa sport nazionale).

Oggi sono qui a spiegare meccaniche complesse a chi, come me, vuole scalare la classifica dei migliori player e desidera migliorare giorno dopo giorno, ma anche io tre anni fa quando per la prima volta ho iniziato a giocare a League of Legends sono stato subito rapito, mi stupivo per tutto, mi divertivo con amici che come me desideravano solamente sbloccare i personaggi con le mosse più spettacolari o che più li ispiravano!

Certo, questo impeto nel voler provare cose nuove c’è ancora, ma ovviamente non può reggere per sempre e quando si diventa dei giocatori “datati” come me, si tende a cercare qualcosa di più in questo gioco, qualcosa come la soddisfazione personale e io ultimamente, anche grazie al mio Team Check Mate, posso dire di essere soddisfatto di giocare ancora, dopo tanto tempo, a League of Legends!

Paolo: Perché League of Legends è un gioco che piace indipendentemente dal sesso o dall’età?

SouL: Grazie per questa domanda Paolo, perché qui entriamo attivamente nel mio campo, ovvero la psicologia. Diciamo che uno dei motivi principali per cui piace “ai grandi”, di cui faccio ovviamente parte anche io, è sicuramente per la sua complessità! Giocare a League of Legends è DIFFICILE, non solo sotto il punto di vista pratico ma anche sotto il punto di vista teorico.

Questo stimola sicuramente le persone che ci giocano perché finire con un buon punteggio una partita magari vincendola grazie al nostro contributo dato alla squadra è una cosa che ci soddisfa sempre, sia dopo tre giorni che ci giochi che dopo tre anni, sempre.

Questo perché stiamo mettendo tra noi e il nostro risultato l’abilità di altre persone, il confronto tra le nostre capacità e quelle di qualcun altro è una cosa che da sempre muove l’essere umano, fin dall’antichità e senza ombra di dubbio non ci sono mezzi migliori di qualcosa di divertente e molto complesso.

Il senso di competizione, di performance e di risultato si forma negli individui, principalmente nei maschi, fin dagli inizi dell’adolescenza ma nonostante questo credo che i più giovani siano maggiormente attirati, non solo dalla giocabilità, ma dal fantasy unico e dal fandom che si è creato attorno al mondo di LoL anche grazie al fenomeno del cosplay: in fondo impersonare gli eroi di un mondo fantastico è una cosa che ci viene naturale fin da bambini e senza dubbio, per molti aspetti, il mondo di LoL risveglia il bambino che c’è in noi, il che è una cosa bellissima!

Anche io quando giro per le fiere e vedo delle riproduzioni, a dir poco perfette, dei miei personaggi preferiti mi metto in coda per una foto o per fare i complimenti all’artista di turno. Quindi sono certo che tutti ci sentiamo un po’ bambini in un mondo dove si può essere un moschettiere, un arciere, un pesce, un orso, un angelo, un palombaro, ecc o dove si può correre velocissimo, tele-trasportarsi e chi più ne ha più ne metta; beh, non è certo questo il luogo serioso dove degli adulti amano svagarsi, ma per come la penso io, bisogna crescere senza mai dimenticarsi del bambino che eravamo!

Per quanto riguarda le ragazze parliamo di un argomento molto attuale: infatti, proprio in questi ultimi anni c’è stato un incremento incredibile di Gamer Girl anche grazie all’abbattimento della maggior parte degli stupidi pregiudizi e delle barriere sociali del tipo “usi i videogiochi quindi sei sfigato”, un videogioco è un mondo da esplorare così come un libro, solo più interattivo.

Per quanto riguarda le ragazze che giocano a LoL, oltre al fatto della competitività e del fantasy che possono piacere anche alle donne, ovviamente, è proprio qui che secondo me la differenza tra gioco e sport si fa sempre più sottile. Parlando per esperienza personale, avendo preso parte a molti e vari gruppi sportivi, in alcuni casi anche come allenatore, mi sono ovviamente trovato a giocare con e contro anche persone dell’altro sesso e direi che è proprio qui che comincia l’importanza vera dello sport: il benessere che dà non solo sul piano fisico ma anche su quello psicologico.

Diciamo che senza girarci troppo attorno, in questo ventunesimo secolo aggiungerei tra le attività di coppia piacevoli, anche farsi una partita assieme a un videogioco, non importa quale, il che non vuol dire essere dei “tecnocrati”, c’è sempre il tempo per andare a ballare o a correre insieme; partecipare a un videogioco e a una community è qualcosa che arricchisce la nostra vita, non che la mutila!

soul

Paolo: Pensi che la fama di cui attualmente gode LoL sia destinata a morire nel tempo e come si evolverà il gioco secondo te?

SouL: Secondo me, avendo visto il mio gioco preferito “morire”, credo che League of Legends non tramonterà mai o almeno non lo farà per le stesse ragioni per cui la maggior parte dei player sparì da “Guild Wars 1” nel 2009. Al momento la popolarità di LoL è tale da influenzare l’attività, non solo videoludica, ma anche economica di un sacco di manifestazioni.

League of Legends è un titolo che ha dato davvero una svolta al mondo sia del competitive gaming che del casual gaming e spero che tutto questo basti per mantenerlo come una solida realtà negli anni. A meno che la Riot non faccia delle fesserie, il gioco ha un’aspettativa di vita unica nel suo genere, perché sono milioni oramai le persone che hanno reso LoL una parte integrante della loro vita e al momento non ne farebbero mai a meno.

Il mio adorato “Guild Wars 1” sparì perché il mondo competitivo già allora era in fermento ma non esistevano sistemi attivi e funzionanti per ogni videogioco, come ad esempio il sito “faceit”. Nonostante “GW1” fosse molto complesso, di piacevole gameplay e richiedesse capacità di coordinazione di team e di riflessi anche più di quanto in alcuni casi richieda League of Legends, il gioco non decollò mai, perché lo scenario competitivo del momento non lo permetteva.

Per fortuna per LoL non è così. Gli sponsor fanno a cazzotti per accaparrarsi i team migliori e questo porta un ottimo circolo di denaro nel mondo videoludico, anche perché non è questione di essere delle “persone venali” per capire che senza investimenti e budget da capogiro un progetto in un settore come quello dell’intrattenimento non può esistere.

In questo mondo i sogni si costruiscono con i soldi, bisogna comunque essere dei sognatori è vero, ma nessuno pagherà per le tue idee se non potrà avere un proprio tornaconto. Ed è giusto che sia così, il videogaming è un business all’avanguardia e LoL ne è la massima espressione, quindi ho buoni motivi per dire che non tramonterà mai.

Paolo: Pensi che LoL come e-sport arriverà mai in Italia ad avere lo stesso rispetto e la stessa approvazione che ha in altre parti del mondo?

SouL: Ci sono buone probabilità, dato che è innegabile il fatto che stia spopolando e magari anche nel nostro amato paese si comincerà a dare una rilevanza vera a questa forma di intrattenimento perché più sincera e trasparente, dove chiunque può diventare qualcuno e a contare davvero è solo il proprio talento.

Certo ci vuole una buona velocità di connessione, ed è inutile negare che in Italia siamo messi davvero male sotto questo punto di vista; però non bisogna disperare è sempre e solo una questione di soldi, se ci saranno interessi in questo campo si potrà pensare di un’Italia forte e competitiva anche sotto questo aspetto.

Noi italiani siamo bravi a giocare a LoL, come in molte altre cose, ma spesso non ci rendiamo conto della cosa perché i media italiani, per ora, sono restii sull’argomento.

Paolo: Le tue passioni sono la psicologia e League of Legends come sei riuscito ad interconnettere le due cose?

SouL: E’ presto detto, come in ogni sport anche LoL ha bisogno di una partecipazione attiva anche della mente non solo del corpo. Anzi, parlando di un e-Sport, la parte della mente gioca sicuramente un ruolo più che fondamentale. Nella mia vita ho avuto molti coach, che come ogni bravo professore non insegna solo la sua materia o il suo sport, ma ci insegna anche a stare al mondo.

Questo per dire che per quanto diventiamo bravi a giocare non saremo mai delle macchine, ognuno di noi ha dei sentimenti e dei “periodi no”. Questo influenza incredibilmente sia in positivo che in negativo le nostre prestazioni; imparare ad auto controllarsi in un gioco, in uno sport e nella vita non è affatto semplice.

Io mi sono appassionato alla psicologia circa sei anni fa e ne faccio un uso attivo nella vita quotidiana, nei rapporti con le persone e soprattutto nel rapporto con me stesso. E’ molto importante quando si richiede a noi stessi una buona performance sapere esattamente qual è il “mind-set” che dobbiamo tenere. Troppe persone spendono troppo poco tempo a curare il proprio aspetto psicologico. In League of Legends non si vince solo con delle meccaniche di gioco eccezionali, alle volte ti basta scrivere educatamente e convincere un tuo compagno a impegnarsi seriamente per non buttare la partita. Troppe partite si perdono a causa dello scarso autocontrollo dei propri compagni di squadra, ma anche a causa delle nostre perdite di controllo. I miei fan sanno bene come io li inviti sempre a concentrarsi sull’obbiettivo finale e a utilizzare il cervello senza perdersi in inutili insulti o battibecchi all’interno di una partita, mantenendo al meglio la calma e la concentrazione.

Paolo: Perché all’interno della community italiana di LoL c’è un così forte astio fra i player anche di alto rango?

SouL: Io trovo che sia una buona cosa, nel senso psicologico del termine. Mi spiego meglio, trovo che sia nella personalità passionale dell’italiano medio, il difendere anche astiosamente le proprie ragioni, se lo si fa per qualcosa vuol dire che gli si dà importanza.

I giocatori di alto rango tengono al loro hobby anche sotto il punto di vista del risultato e questo crea sicuramente delle tensioni, questo gioco richiede sinergia e sembra incredibile ma, alle volte, questa si crea anche quando si litiga. Quando però non se ne può proprio venire a capo scattano i “ragequit” dai team e tutto quello che succede attivamente nel nostro scenario. League of Legends è un gioco ad alta pressione psicologica, bisogna davvero avere dei nervi d’acciaio in alcune partite per poter resistere e vincere mentre molti non ci riescono anche ad alto livello.

Quando un player ha delle meccaniche spettacolari ma non ha il “mind-set” adatto a giocare e a sopportare l’alta quantità di stress a cui il gioco ti sottopone, beh, costui non è un buon player, sembra un ingiustizia eppure è così.

Una mente equilibrata è fondamentale per questo gioco, specialmente quando si gioca in un team organizzato. Alle volte nello scenario italiano si esagera: si sono viste scene di grave egoismo eppure io trovo che non sia un grande male, diciamo che aggiunge quel pizzico di realtà anche ad un videogioco. Un gioco come LoL ha proprio nel suo “concept” di essere accessibile a tutti e di forzare gli individui a cooperare quindi tende a essere una sorta di specchio della società; è forse una novità che il mondo non sia fatto solo da signori e persone di una certa intelligenza?

Paolo: Quali sono i consigli che dai ai player per migliorare in questo gioco?

SouL: Impegnatevi, sempre e comunque, superate i vostri limiti per raggiungere nuove vette e per superarle ancora. Siate ambiziosi, prendete spunto da grandi personalità, non necessariamente italiane, e ispiratevi a crescere e migliorare in questo gioco così come nella vita.

Non siate invidiosi dei risultati altrui, anzi imparate dai vostri errori e dall’abilità degli altri. Affrontare le cose con la giusta mentalità è il segreto del successo, non solo in questo videogioco. Ovviamente per migliorare dovrete giocare tanto, ma se non lo fate nel modo giusto e con la mentalità giusta potrete giocare anche venti ore al giorno e ottenere come unico risultato quello di peggiorare.

Si possono dedicare anche otto ore al giorno a LoL senza per forza giocare, magari leggendo guide, guardando video e stream. Il cosiddetto “apprendimento passivo” è fondamentale in questo gioco, guardare giocare un pro-player è un’attività rilassante e allo stesso tempo utile, se poi questo player spiega bene anche quello che fa è utile il doppio.

Paolo: Per arrivare al tuo livello quanto tempo dedichi a League of Legends in un giorno?

SouL: Il tempo che ci dedico dipende molto dal periodo, non sono un “pro-player” nel senso specifico del termine, ovvero non vengo pagato per giocare, di conseguenza la mia attività resta un passatempo. Ci sono giorni che tra il giocare, guardare streamer e youtuber posso anche spenderci otto ore al giorno, mentre altri giorni è già tanto se riesco a farmi una partita con gli amici.

Per raggiungere un buon livello di gioco è molto più importante la qualità del tempo che gli dedicate piuttosto che la quantità. Certamente giocare tutti i giorni è sicuramente il modo migliore per tenersi in allenamento, anche se tre partite al giorno bastano per raggiungere livelli di gioco anche molto più alti di quelli che ho raggiunto io.

Paolo: Da quattro mesi a questa parte hai anche aperto un canale YouTube, dammi tre buoni motivi per iscrivermi al tuo canale?

SouL: Allora senza dubbio il primissimo motivo è: iscriversi per migliorare. Tutti i video che ho fatto fino a ora servono per aiutarvi a pensare e a rapportarvi al gioco in maniera diversa ed efficace. La serie che mi ha reso popolare si intitola “3 Minuti Per Migliorare A League Of Legends”. Il secondo motivo è: la novità.

Cerco sempre di trattare argomenti unici, prendo spunto qua e là ma i concetti fondamentali dei miei video sono unicamente miei e generalmente trattano del rapporto psicologico player-gioco che penso oramai di sapere trattare al meglio, oppure parlano di quelle che io definisco “Meccaniche Mentali”, ovvero quel qualcosa che fa parte sia delle meccaniche di gioco, ma stanno più nella testa dei bravi giocatori piuttosto che nelle mani.

Terzo ed ultimo: piace e funziona.

Funziona anche oltre i limiti che mi aspettavo. Ho la casella di posta di Facebook intasati di gente che mi ringrazia di risultati che hanno ottenuto o di partite che hanno vinto grazie a concetti che hanno sentito nei miei video magari il giorno prima.

C’è anche gente che senza problemi mi ha fatto notare che io dico solo un mucchio di fesserie commerciali. Ma oltre a questo i miei video alle volte stupiscono e piacciono, sarà per la musica un po’ ricercata e azzeccata a quello che dico, un po’ perché curo il mio timbro vocale per non risultare noioso, sarà quel che sarà, ma ci sono ragazzi e ragazze che mi hanno addirittura detto di ascoltare alcuni dei miei video in loop per l’effetto che creano. Detto questo, come sempre, Buon game a tutti!



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