Giovedi, 25 maggio 2017 - ORE:10:19

Terrorismo sul Web: é giusto che convivano?

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Terrorismo sul web: quanto conta la libertà di espressione?

Internet è stato l’oggetto di più critiche, attirando su di sé pesanti polemiche dai difensori della “sicurezza”. Nella rete, infatti, sono tanti i siti, blog, forum che incitano ad attacchi terroristici in nome della religione, diventando punti di raccolta per coloro che seguono questi messaggi.

E tanti americani (ma anche europei), di conseguenza, hanno invocato la censura contro questi hosting, riaccendendo le polemiche ogni volta che qualche gruppo armato fa sentire la propria presenza. Sia nel mondo virtuale, con video o post, che reale, come il recente attentato a Parigi. Ma è veramente giusto oscurare questi siti? Darebbe qualche risultato alla fine?

Tutti sanno benissimo che la “lotta al terrore”, come la definì l’allora Presidente degli USA Bush alla vigilia della guerra in Iraq, non è solo questione di cancellare dei domini Internet. Perché per uno che viene chiuso, ne riaprono altri tre con un rancore ancora più profondo verso “il nemico”: l’Occidente.

hacker

È giusto che chi minaccia di morte il prossimo possa farlo sul web?

Ma allora bisogna chiedersi se è giusto che questi gruppi di persone pronte a uccidere abbiano un proprio sito come un’associazione qualsiasi. La cosa appare abbastanza delirante. Perché ovviamente la risposta è negativa ma rintracciare i creatori del tutto è impossibile: i jihadisti hanno dalla loro anche abilissimi hacker e scovare i loro nascondigli è più difficile di trovare un ago in un pagliaio in fiamme. E quando si tocca la libertà sulla rete, il brusio di fondo si fa assordante.

Il problema più grande di questa faccenda è la facilità con cui il terrorismo arriva nelle nostre case, nei nostri computer. Video di decapitazioni, annunci di attacchi imminenti, addestramenti di reclute in campi impossibili (lo sono veramente?) da rintracciare sono ormai all’ordine del giorno. E ci investono, facendoci sentire circondati, mentre l’odio delle frange xenofobe cavalca l’onda.

Parlare di Internet come paladino della libertà di espressione è sicuramente lecito, ma bisogna fare molta attenzione. Non bisogna confondere questo caposaldo inviolabile della nostra società con annunci di morte, invocando guerre definite di “religione”. E al tempo stesso non va confuso con l’offesa senza limiti delle religioni, qualsiasi esse siano, perché libertà non è dire ciò che voglio, senza prima pensare.

Il terrorismo continuerà ancora per molto, purtroppo, a usare Internet come “ufficio stampa” ma una soluzione potrebbe essere togliere le censure che già ci sono. Com’è già successo in Inghilterra anni fa con i partiti neonazisti, popolari finché rimasero avvolti dalla censura ma poi in calo nei sondaggi quando la stampa si interessò di loro. Se la gente capisse veramente cosa c’è dietro a questi siti, sicuramente perderebbero il mistero grottesco che celano. E si incomincerebbe a fare qualcosa di importante contro il terrore.

vanessa e greta



Fate sempre attenzione! di ldgsocial
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