Lunedi, 25 settembre 2017 - ORE:17:12

Rosetta é atterrata. Ci spingeremo oltre?

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Rosetta è atterrata: quale sarà il prossimo passo?

Oggi siamo andati oltre, anni luce avanti si può dire, tanto che gli Space Shuttle li abbiamo mandati addirittura in pensione. I limiti di questo mondo hanno raggiunto nuovi traguardi, la Luna é un sogno lontano, anzi fin troppo vicino per attirare ancora interesse. Ecco allora puntare alle stelle, cadenti ma pur sempre stelle, per esplorare i mille sentieri dell’universo ancora sconosciuti.

La missione spaziale Rosetta é proprio questo: agganciare un meteorite in volo attraverso le galassie per studiarlo e ricevere dati da chissà dove, in posti inaccessibili all’uomo. Entrare nel dettaglio dell’operazione é abbastanza complesso, per capire veramente il motivo di questa missione bisognerebbe essere ingegneri della NASA: perché spendere miliardi di dollari per raggiungere un blocco di pietra, ad altrettanti chilometri da noi e in viaggio per l’universo?

Ideata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) già nel 2004, anno del lancio della sonda, pochi giorni fa il lander Philae (un tipo di navicella) é riuscito ad agganciaresi alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. L’obiettivo é studiare l’astro, analizzandone le attività, i tempi di sviluppo, le componenti chimiche e la caratterizzazione del nucleo.

Nonostante le mille motivazioni nobili della scienza, degne del più affascinate Interstellar (la recensione completa QUI), la domanda di fondo é banale, in fondo, ma necessaria: dove ci spingeremo domani? La tecnologia ci ha praticamente catapultato fuori dalla stratosfera, centinaia di sonde e satelliti ci mandano ogni giorno foto dai meandri di galassie, che mai vedremo con i nostri occhi dal vivo. E nonostante questo, la sete di conoscenza umana non si sazia ma anzi aumenta.

Da quando Galileo Galilei perfezionò il cannocchiale e guardò per primo Giove e gli altri pianeti, l’oltre la sfera celeste ha incuriosito milione di persone e nel ‘900 esplorarlo é stato finalmente possibile. Alcuni dicono che ciò é immorale, Dio (per chi ci crede) non ci ha creati per uscire dal nostro pianeta e, anche se esplorassimo tutto il cosmo, non troveremo mai altre forme di vita. La cosa é abbastanza deprimente, essere i soli in tutto questo creato fa piuttosto paura ed è alquanto irrealistico.

Porsi allora limiti così rigidi sembra un atteggiamento anacronistico, da epoca dell’Inquisizione, però non va sottovalutato. É veramente giusto osare così tanto, tentando di arrivare così lontano? La scienza non conosce certo questa parola, ma gli uomini sì. E loro, noi, non siamo macchine, prima o poi saremo costretti a fermarci. Nel frattempo sarà ancora affascinante progettare future vacanze su Marte o giretti domenicali attorno Saturno.



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