Sabato, 23 settembre 2017 - ORE:18:33

Megaupload chiuso, social network spiati. E’ finita l’era del web libero?


Sono passati solo pochi giorni dalla chiusura del colosso di file sharing Megaupload e tutti i servizi ad esso connessi. Il popolo del Web si è già mosso in massa dalla parte del sito, ma la quantità immensa di materiale warez che il sito ospitava non lascia spazio a molte speranze.

La maggior parte del materiale che Megaupload ospitava sui propri server, era appunto, materiale pirata. Però, molte persone, utilizzavano il servizio di upload per scambiare fil e prettamente personali e perfettamente legali, che a causa della chiusura del sito web sono andati completamente perduti. Il Partito Pirata Internazionale, sta infatti raccogliendo testimonianze di persone che conservavano sul sito file estremamente personali ed importanti.

Non solo Megaupload, ma anche tutti gli altri siti di file sharing sono stati presi di mira dalle autorità, compreso l’ormai leggendario client P2P Emule, la cui popolarità è andata diminuendo proprio a causa dei servizi tramite il Word Wide Web.

Passata (volutamente) inosservata, ma non recente, è la notizia dell’accordo tra il ministero degli interni italiano e il social network creato da Mark Zuckerberg, Facebook. Grazie a questo accordo il ministero può penetrare, visitare, modificare qualsiasi account del social network.

Di recente, invece, le leggi americane SOPA e PIPA, create ad hoc per difendere i diritti d’autore (o almeno così vogliono far credere…) sono state rinviate a tempo indeterminato. Probabilmente tra le più dure, queste due leggi potrebbero gettare nel caos il Web, similmente alla legge Bavaglio proposta in Italia. SOPA e PIPA, più che un update, sono un vero upgrade della già presente legge DMCA. Le conseguenze a carico dell’imputato dell’infrazione, però, sono pesantemente più dure. I maggiori siti del mondo, come Google, Facebook, Twitter e Wikipedia hanno protestato in modi differenti contro SOPA e PIPA. Intanto, però, Twitter ha accettato una limitazione dei contenuti del social network, mentre su Facebook è già da tempo così.

Gli scenari futuri sono alquanto sconcertanti. La censura di massa che gli stati stanno attuando ai danni del Web è spaventosa. Non possiamo tralasciare di come il Web, soprattutto nell’ultimo anno, sia stato fondamentale per l’evolversi e il susseguirsi degli eventi. Dalle rivolte nel nord Africa alla pesante campagna di informazione anti-nucleare avvenuta in Italia nella scorsa estate.

Il web, simbolo della libertà di parola, della diffusione incontaminata di informazione e news, sta per diventare il nuovo strumento di informazione di stato, proprio come fu per la TV.

Caro Orwell, hai sbagliato di solo 28 anni…



Fate sempre attenzione! di ldgsocial
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