Lunedi, 24 luglio 2017 - ORE:10:50

Smartphone con airbag e le invenzioni del futuro


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Immagina. Stai camminando per strada e senti nella tua tasca destra il cellulare che trilla. Lo afferri, lo tiri fuori dalla tasca e ti scivola. Mentre cade a terra tu pensi già allo schermo in pezzi. Pensi già di riprenderlo, premere il tasto di accensione e accorgerti che l’apparecchio non è più in funzione. Niente di tutto questo. Il cellulare atterra tranquillo sul pavimento dopo che una serie di airbag si sono aperti per proteggerlo dalla caduta. Neanche un graffio. Impossibile? Surreale? Tra poco tempo sarà realtà. Lo smartphone con airbag.

Sembrano a tutti gli effetti invenzioni folli ma nella banca dati dell’Autorità Americana “Usp-to” sono registrate idee semplicemente geniali. Idee che riguardano i tablet e gli smartphone che verranno. Alcuni esempi: il tablet “eterno”, la cui batteria dura diversi mesi senza scaricarsi, brevetto della Apple; il telefonino “flessibile”, fatto con materiali pieghevoli come sfoglia di pizza (dicono), brevetto della LG del 2012, subito pareggiato da un brevetto gemello della Apple; il cellulare “educato”, che se squilla nel momento sbagliato, può essere “silenziato” con un colpetto da dietro, come una sculacciata, invenzione della Motorola Mobility, società oggi proprietà di Google.

Smartphone con airbag

Altri ancora, sempre più interessanti: a giugno scorso la società di Mountain View, Google, ha spedito l’inventore degli occhiali mouse Sergey Brin a illustrare il prototipo della nuova tecnologia alla trasmissione “Gavin Newsom Show”. Occhiali mouse? Si, anche se sembra impossibile pare che tra un anno potremo governare il computer senza toccarlo con le mani. Un po come la nuova idea dei finlandesi della Nokia, che hanno proposto un occhiale con la stanghetta sinistra che si illumina ad ogni chiamata, un perfetto sistema di allarme se il cellulare è lontano.

Tutti i giganti del settore sono stati dunque investiti da una forte necessità di inventare oggetti sempre più strani e tecnologici. Sono decisi a registrare una quantità smisurata di nuovi brevetti, e poi a difenderli con diffide legali e cause. Un esempio: il vice presidente della Samsung, Geesung Choi, nel bilancio del 2011 della società ha scritto “siamo secondi nella classifica degli assegnatari di brevetti nuovi negli Stati Uniti, ben 4 mila 894 nel solo 2011”. 4 mila 894 idee sulle quali c’è scritto “proprietà privata”.

Sempre nel 2011 la giapponese Panasonic, ha depositato 2559 brevetti; la Sony 2286; la coreana LG 1411, tra cui lo smartphone flessibile; la Apple 676, incluso il tablet dalla pila infinita; la finlandese Nokia 585. Google, vista la quantità di brevetti, ha creato un apposito motore di ricerca per navigare tra le tante idee.

I brevetti sono la benzina dell’economia. Secondo quanto riportato nel libro “patents as financial assets” dall’autore Yu Uny Cao, l’innovazione e la ricerca regalano al Pil statunitense un 10% di crescita che viene chiamato “premio di innovazione” . Trenta milioni di posti di lavoro dipendono solo dalla capacità di innovazione di Apple, Facebook, Amazon, Google-Motorola. Secondo altri invece, più allarmisti, come James Bessen e Michael J. Meurer, autori di “patent failure”, la proprietà dei brevetti detrmina un monopolio delle idee protetto dalla legge, quello che loro chiamano “un mondo da incubo”.



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