Lunedi, 24 luglio 2017 - ORE:10:52

La Facebook Dipendenza tra consumismo e false realtà



Bastano giusto un manciata di anni per dimenticarsi di come andavano le cose 5..6..8..10 anni fa. Un tempo le persone si chiamavano al telefono per ore, si davano appuntamento nel dato luogo in una data ora. Nulla di più normale, visto che i veri rapporti interpersonali si basano sul confronto a quattr’occhi. Invece noi stiamo insegnando ai giovani uno stile tutt’altro che salutare: la stessa esigenza di volersi barricare dietro a uno schermo per poter approcciare con un persona, fa intuire che stiamo perdendo pian piano quelli che sono gli istinti naturali che portano avanti una persona nel corso della propria vita.

Si fa presto a minimizzare un problema del genere; questo perchè lo fanno tutti e, se lo fanno tutti sembra una cosa perfettamente normale. Infatti dentro ognnuno di noi esiste sempre il desiderio incontrollato di volersi conformare ad una maggioranza ben definita. Magari siamo pure consapevoli che certi atteggiamenti non ci porteranno lontano, però è più forte di noi. Neanche ce ne rendiamo conto e già stiamo seguendo la corrente dell’omologazione.

Percui dovremmo chiederci: “Come mai la società non fa nulla per promuovere quelle azioni che farebbero vivere più intensamente e energicamente una persona, senza bisogno di omologare e di farsi omologare?”
La risposta è più complessa del previsto, la prima chiara e limpida motivazione la troviamo nel consumismo spericolato che sta coinvolgendo quasi tutti quelli stati del mondo che non si definiscono paesi arretrati. Quindi siamo solo parte di quell’atteggiamente globale che in un certo senso condiziona le nostre menti anche involontariamente.Sembra così naturale perdere ore ed ore stando davanti ad un pc collegati a facebook, twitter, googleplus. Sembra cosi normale pensare di poter conoscere una persona senza mai averla vista almeno più di una volta. Ma questo a cosa puo’ portare andando più a fondo nella mia analisi?

Puo’ essere causa di mancata sicurezza ed autostima, come altri infiniti complessi a seconda del grado di personalità. Questo perchè la realtà che uno vorrebbe vivere dietro uno schermo è ben diversa dalla vera realtà che si ha di fronte; la vita non è mai facile, bisogna resistere e aggrapparsi all’ottimismo con le unghie anche nei momenti più difficili.

Invece è proprio questo che non ti insegnano i social network: non ti insegnano a confrontarti con le persone, non ti insegnano a muoverti nella vita, non ti aiutano a renderti una persona con più esperienze. Vivere la propria vita in una realtà completamente parallela o comunque verosimile come quella di facebook vi fa sembrare “potenti“, invincibili.

Ma le reazioni vere e proprie sono tutt’altro che positive. Per gli esseri umani questo è solo un falso tentativo per evitare l’emancipazione, un modo più semplice di avere l’illusione di rimanere aggrappati a qualcosa che ti fa sentire al sicuro; e invece non è così, perchè i social network sono solo le valvole di sfogo di quello che offre il mercato mondiale, pronto a fare piacere alla maggioranza quello che i meccanismi economici decidono di far piacere alla gente.

E’ una manipolazione bella e buona, ma questo fa parte dei meccanismi del marketing odierno. Non ce ne rendiamo nemmeno conto, ma è come se fossimo ostaggi intellettuali.
Se faccio un passo ancora indietro e ripenso ai miei genitori e a tutte quelle persone che vivevano di rapporti definibili come veri e concreti, adesso la visione è totalamente diversa . Ora i tempi stanno cambiando, la società sembra non avere più quei valori moralmente corretti, ne tanto meno sembra avere l’interesse di far andare meglio le cose.

L’unico consiglio che voglio dare è di non rientrare nella maggioranza di quelle persone che si fanno manipolare. Bisogna vivere da persone intelligenti, senza farsi ingannare dai falsi principi della modernizzazione.



Fate sempre attenzione! di ldgsocial
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