Martedi, 21 novembre 2017 - ORE:05:13

Istruzione: Il destino dei libri cartacei segnato dalle nuove tecnologie digitali


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“ Per l’anno scolastico 2012 / 2013 non possono più essere adottati né mantenuti in adozione testi scolastici esclusivamente cartacei : [ … ] devono essere sostituiti da testi in forma mista o scaricabili da internet, nel caso in cui siano in forma interamente cartacea “.

Così recita la recente circolare numero 18 del Ministero dell ‘Istruzione, dell’ Università e della Ricerca, indirizzata ai docenti delle scuole medie superiori incaricati di redigere l’elenco annuale dei libri di testo da adottare per l’ anno – o gli anni, in caso di adozioni per biennio o triennio – che verrà. Tale provvedimento è stato messo in pratica secondo le disposizioni del precedente Ministro dell’ Istruzione Mariastella Gelmini, e non tollera che libri totalmente in formato cartaceo acquistati quest’ anno, magari per un triennio di liceo, vengano mantenuti in adozione, nonostante la cospicua spesa che essi comportano alle famiglie con figli che frequentano le scuole medie superiori.

La spesa duplice non è il solo tasto dolente dei provvedimenti disposti dalla circolare: ad una spesa non preventivata si vanno ad aggiungere costi più elevati rispetto agli anni precedenti, comportati dalle necessarie spese per l’ammodernamento tecnologico dei testi a carico delle case editrici.

Tale circolare preclude inoltre l’ acquisto di libri usati degli anni passati ad un buon prezzo, assestando così un colpo basso ad un mercato fiorente ed utile per gli studenti.

Le problematiche non sono tutte qua: cosa sarà infatti dei libri cartacei, considerati obsoleti dal “ Ministero delle tre i “? Saranno abbandonati, destinati a giacere in scatoloni in umide soffitte, in attesa di essere consegnati al più vicino centro per la raccolta differenziata?

E quando i nostri figli o i nostri nipoti ci chiederanno ( ce lo chiederanno? ) com’ era studiare sulla carta, sporcarsi le mani d’ inchiostro o di polvere di matita, prendere appunti a margine scritti fitti fitti – e non in un asettico Times New Roman 12 -, saremo ancora in grado di far loro capire cosa intendeva Leopardi con l’ espressione “ sudate carte “? Considereranno forse obsoleti anche noi, la generazione di Facebook e di Twitter? Forse saranno ancora in grado di capirci, ma non credo che lo Zibaldone su un Ipad ci possa aiutare in questo intento.



Fate sempre attenzione! di ldgsocial
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