Martedi, 21 novembre 2017 - ORE:05:14

Chiusi Megavideo e Megaupload dall’ FBI


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Sembra una di quelle notizie incredibili che non penseresti mai di sentire. E invece è tutto vero: Oggi la fondazione antipirateria americana in collaborazione con l’FBI hanno chiuso definitivamente i portali megavideo.com e megaupload.com.

Per chi di voi non li conoscesse, megavideo è stato uno dei più grandi portali di streaming online di livello mondiale, mentre megaupload è stato uno dei più vasti archivi di film, musica e software scaricabile senza alcuna autorizzazione. Come ricordiamo, gli amministratori di questo servizio hanno sempre declinato qualsiasi tipo di responsabilità civile e penale per i contenuti multimediali caricati sulla piattaforma. Infatti megavideo era celebre per il vasto database di materiale protetto da copyright quali film, proiezioni dal cinema, serie tv e cartoni animati comodamente visibili a intervalli gratuiti di 72 minuti.

Il dibattito su un eventuale chiusura di questi 2 famosi servizi era venuto fuori già molti anni fa. L’opinione pubblica sollevava la propria perplessità nel vedere ancora online anno dopo anno un servizio che permetteva la visione gratuita di materiale protetto da copyright. La difesa portata ad oltranza dallo staff di megavideo/megaupload era la non responsibilità per qualsiasi contenuto uppato sulla piattaforma.

Vale a dire che loro non si ritenevano responsabili in alcun caso dei file e dei materiali che gli utenti sul web avrebbero potuto caricare. Infatti secondo loro la responsabilità era da ricercare in quei terzi che caricavano personalmente i files. Gli amministratori del suddetto portale di conseguenza si costituivano come parte lesa e dichiaravano di impegnarsi per rimuovere i contenuti protetti da diritto d’autore.

Ovvio oltre alle belle parole servono i fatti. E megavideo come megaupload non si sono risparmiati in questi anni, hanno condiviso in tutto il globo milioni (o forse miliardi) di materiale illegale. Ancora oggi non si conosco le cifre precise delle perdite economiche dei rispettivi detentori di copyright; alcuni parlano di cifre intorno ai 500 milioni, altri esperti parlano di almeno 600 milioni.

Così attualmente, in concomitanza con la proposta delle leggi antipirateria SOPA appoggiate da due senatori americani e la politica antipirateria americana, oggi è stato arrestato da un squadra spaciale Kim Schmitz, amministratore delegato e fondatore dei portali megavideo.com e megaupload.com, assieme ad altri 4 mandati di cattura in corso. E le accuse sebbene si tenda a mnimizzare sono molto pesanti: si parla associazione a delinquere finalizzata all’estorsione, al riciclaggio e alla violazione del diritto d’autore. Rischiano oltre 50 anni di prigione ciascuno.

Strano a dirsi, ma questa azione di forza avviene proprio dopo lo sciopero di 24 ore per protestare contro il SOPA,al quale si erano unite grandi multinazionali quali google, wikipedia e facebook. Il motov principale secondo cui il mondo del web risulta così in constrasto con questi ultimi disegni di legge americani è il proibizionismo che metterebbe addirittura a repentaglio la libertà di espressione online.



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