Lunedi, 25 settembre 2017 - ORE:17:05

Alta tecnologia e arbitraggio calcistico: solo un miraggio?

arbitro

tecnologia e arbitraggio

In Italia come anche in tutti gli altri Paesi del mondo, ogni volta che il direttore di gara concede un rigore scattano le polemiche tra i giocatori, sugli spalti e a casa. Tecnologia e arbitraggio sono due elementi che possono collaborare tra loro?

Quando tecnologia e arbitraggio sarebbe l’unione perfetta

É un mantra senza fine, quello dell’uso o meno di aiuti 2.0 per gli arbitri sui campi da calcio. Lo invocano tutti, dai media alle società, un po’ meno i vertici dell’Associazione italiana arbitri (Aia) e il Presidente della Fifa Blatter, ma il loro impiego continua ad essere un’incognita. Anche se, piano piano, sta venendo risolta dagli ultimi provvedimenti della Fifa, soprattutto in occasione degli ultimi Mondiali in Brasile.

Un esempio è l’orologio che indica all’arbitro se la palla é entrata o meno in porta, dimostratosi utilissimo anche nei vari campionati europei, ed evitando finalmente il ritorno di spettri come il gol-fantasma di Lampard nel 2010 contro la Germania durante i Mondiali in Sudafrica.

Alcuni tuttavia vedono la più grande federazione calcistica del mondo tentennare ancora troppo su questo fronte, non essendo riuscita a trovare una soluzione alla moviola in campo e ad altri problemi del gioco, che si potrebbero risolvere con la tecnologia.

In effetti, il calcio é forse lo sport dove la presenza di questa é la più discreta possibile. Altre discipline, come il tennis o il rugby, hanno da tempo deciso di avvalersi di strumenti per maggiore rispetto delle regole. Per cui molti non capiscono la titubanza dei vertici del soccer, propensi, almeno apparentemente, a concedere il minor terreno possibile alla tecnologia.

Bisogna però vedere anche il rovescio della medaglia. Perché questo sport, fra tutti, é quello che si basa maggiormente sulle mille chiacchiere da bar, sui titoloni dei giornali, sulle polemiche tra tifoserie e, in fondo, anche sulla bravura degli arbitri. Non a caso i nostri fischietti sono stati chiamati a dirigere la finale di Coppa del mondo, per cui azzardare tanto con aiuti 2.0 potrebbe essere un rischio.

Il dilemma su questo fronte sarà molto probabilmente ancora lungo, con il muro contro muro continuo tra regolatori e regolati. Bisognerà vedere se ai vertici, da entrambi i fronti, sapranno adattarsi ai tempi che mutano ed evolvono. Così, magari, il calcio finalmente si toglierà quel pesante strato di polvere per modernizzarsi. Per buona pace dei moviolisti begli studi televisivi.



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