Lunedi, 24 luglio 2017 - ORE:10:52

Non solo Spotify: più di 5 servizi di musica free

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4 modi +1 per ascoltare musica gratis

Tutti le vogliono, gratis possibilmente: parliamo delle piattaforme su cui è possibile ascoltare online musica senza spendere, o quantomeno a costi molto più contenuti rispetto all’acquisto dei singoli CD.

Un fenomeno che già Napster aveva inaugurato nel “lontano” 1999, partorito dalle menti di Shawn Fanning e Sean Parker, rivoluzionando da allora il mondo della discografia per sempre.

All’epoca si trattava solo di un sistema peer-to-peer, in pratica quello che oggi è uTorrent e ieri eMule: il servizio dava la possibilità di scaricare canzoni senza spendere un centesimo, all’insaputa di qualsiasi casa discografica. Infatti, la sua storia finì definitivamente nel 2002, quando fu acquistato dalla Roxio che lo legalizzò e lo rese a pagamento. Oggi è tornato alla ribalta con la sua applicazione per smartphone con 32 milioni di brani disponibili.

L’esempio più noto e attuale è però quello di Spotify, nato nell’ottobre 2008 dalla startup svedese Spotify AB, che vanta oltre 10 milioni di utenti in tutto il mondo, dei quali 2,5 hanno sottoscritto l’abbonamento alla versione a pagamento. È disponibile per tutti i maggiori sistemi operativi e vanta un particolare in più rispetto alle concorrenti: è un vero e proprio social per i nostri gusti musicali. È infatti possibile seguire i nostri amici, importati da Facebook, e ascoltare le canzoni che hanno appena riprodotto, o sfogliare le loro playlist preferite. Si arriva così a scoprire generi che difficilmente si conoscerebbero altrimenti, soprattutto se si seguono i profili di alcune celebrity: Jovanotti, ad esempio, ascolta musica folkloristica del Centro America!

E di novità non ne mancano di certo, tanto che uno studio ha calcolato che sui server di Spotify ci sono ancora 4 milioni di brani mai ascoltati. Praticamente si potrebbe passare una vita intera con cuffiette, smartphone e app in modalità “random”, senza mai ascoltare due volte la stessa canzone.

Forse troppa scelta, e a beneficiarne sono ben poco gli artisti, quanto le etichette discografiche, che di Paese in Paese stipulano un contratto diverso con l’azienda. Il tasto dolente si questo servizio, quando è gratis ovviamente, è la presenza tartassante di pubblicità: la maggior parte è di Spotify stesso, che invita i clienti a passare alla modalità Premium a 9,99€ al mese, tra una canzone e l’altra.

Ma non c’è solo questa app, anzi. Il mercato in questa direzione è contesissimo, tanto che gli stessi sistemi operativi hanno i propri server: l’Apple con iTunes, che ha dichiarato guerra sui prodotti iOS a Spotify, ma anziché lo streaming offre direttamente l’acquisto dell’album o della canzone; stesso discorso per Google Music, che su Android è il market principale per i download musicali.

Su Windows Phone, invece, nell’attesa che Groove sia operativo, è possibile ascoltare le proprie canzoni (già scaricate o copiate da CD) salvate su OneDrive tramite l’app “Musica”. Da quando sarà attivo il sistema targato Microsoft, invece, sarà possibile lo streaming dai vecchi server di Xbox Musica, ma per questo sarà necessario avere Windows 10, che sarà rilasciato dal 29 luglio in poi.

Pressoché il costo di tutti i servizi di streaming si aggira sui 10€ al mese, ma si possono anche trovare offerte dei vari operatori telefonici che, insieme a chiamate e messaggi e internet, danno accesso agli immensi cataloghi dei vari server online, come la Tim con Tim Musica o la Vodafone con Spotify: il tutto allo stesso prezzo, più i servizi di telefonia.

Adesso basta scegliere qual è l’occasione migliore, l’app con il design più accattivante (basta dare un’occhiata nei vari app store per vedere che l’offerta è ricchissima) e scaricarla. Un ombrellone, la spiaggia e il caldo sole faranno il resto, al ritmo della vostra estate.



Fate sempre attenzione! di ldgsocial
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