Giovedi, 20 luglio 2017 - ORE:20:41

La tecnologia deve fare i conti con la Morte

morte e tecnologia

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Morte e Tecnologia devono fare i conti

C’è, è inevitabile, ma non la si nomina perché mette a disagio. È la morte, da sempre fissacostante e angosciante per l’umanità intera. La morte che ironicamente si definisce come unica cosa sicura nella vita, insieme alle tasse.

Al di là delle battute, questa è sempre stata protagonista della storia umana, amata e odiata a seconda dei casi, e oggi perfino la tecnologia deve fare i conti con lei. Può sembrare assurdo, ma perfino sul web si esala l’ultimo respiro. Avevamo già trattato il tema dell’eternità ai tempi di internet, ma in questo caso la faccenda è un po’ meno “filosofica” e più concreta. Ormai tutti abbiamo un account su un social network, un indirizzo mail, insomma, una qualsiasi cosa che testimoni la nostra presenza nella rete. Ma che fine fa tutto ciò una volta che il proprietario passa a miglior vita?

Il pericolo del profilo fake rubato ad un defunto

Sembra un’assurdità. Pensiamo alla miriade di profili falsi, ispirati a personaggi famosi o totalmente inventati, che popolano siti come Facebook e Twitter: nel caso di nomi noti, come politici o attori, è arrivata l’iconetta che segnala la sua autenticità, introdotta dal social dei cinguetii e copiata poi da Zuckemberg.

Ma per i “comuni mortali” la cosa è molto più complessa: chiunque può chiamarsi Mario Rossi o simili, e basta cercare su Google per avere milioni di foto da usare.

Se poi questi account sono di persone vere, una volta che queste muoiono chi li gestisce? Da qualche anno le autorità del settore hanno pensato a questo, visto il rischio che qualcuno possa rubare le password e fingersi un’altra persona.

Se tutto si limita a qualche bravata innocente, niente da dire; tutto si aggrava se i profili colpiti sono quelli di siti come Paypal, dove vanno di mezzo i soldi.

Solitamente la gestione dell’universo personale tech dei deceduti passa ai parenti o alle persone vicine, se conoscono i dati di accesso. Ma non sempre tutti ne sono al corrente.

Una soluzione sbrigativa potrebbe essere la tanto famosa “pulizia” degli account inattivi da tempo, voce che circola spesso su Facebook ma del tutto infondata. Ciò però chi coinvolgerebbe veramente? Usare i social non è obbligatorio per legge e tanti spesso hanno un profilo solo per modo di dire.

Il mondo digitale è relativamente giovane, in continua evoluzione e legiferare in modo univoco è pressoché impossibile. Sicuramente dovremmo prendere in considerazione una mediazione con i vari organi di vigilanza, possibilmente trovando una soluzione condivisa a livello internazionale. A questo partita giocheranno ovviamente anche i colossi del web, poco propensi a vedersi diminuire gli utenti (fanno comunque numero e quindi soldi), e ciò che va impedito è chiaro: impedire la nascita di un esercito di zombi 2.0. Prima che l’assurdo superi il reale.



Fate sempre attenzione! di ldgsocial
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