Giovedi, 20 luglio 2017 - ORE:20:34

Atterraggio di emergenza di un Airbus 320 in avaria. Simulazione a Udine con l’Oculus Rift.

oculus rift udine

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Udine, la mia prima esperienza con l’Oculus Rift

Fuori la città in festa, la gente che passeggia per le vie del centro, la musica che invade ogni angolo. Dentro un aereo in avaria, la tensione durante le procedure di evacuazione e tu a bordo che cerchi di non morire. State tranquilli, nessuna scena da film dell’orrore, né un tremendo incubo estivo: è soltanto la sintesi di un sabato sera molto speciale, vissuto dal sottoscritto per pochi minuti insieme a tantissimi altri, che hanno voluto provare l’ebbrezza della realtà aumentata. Il tutto grazie a uno strumento che ti divide letteralmente dal mondo: gli Oculus.

In Italia non sono ancora in vendita (ma lo sono negli Stati Uniti), ma c’è però chi ha già avviato sperimentazioni e progetti con questi da diverso tempo, come per esempio l’Università degli Studi di Udine, che, insieme al Laboratorio di interazione Uomo-Macchina, ha costruito una simulazione di ammaraggio ed evacuazione di un Airbus 320.

I risultati li hanno tutti potuti ammirare a Udine, dalle 21.30 fino a tarda notte di venerdì 3 e sabato 4 luglio sotto la Loggia del Lionello in Piazza Libertà, in occasione di “Conoscenza in Festa”, l’evento dedicato al sapere, organizzato dall’ateneo friulano.

La gente lo ha provati grazie anche a un semplice joystick della Xbox, il quale ti permetteva di muoversi all’interno dell’aereo precipitato in mare dal quale evacuare, e a un paio di ciuffie-stereo che isolavano completamente dal mondo reale.

Dopo un veloce tutorial, inizia l’avventura: sono un volo di linea, le hostess create digitalmente mi indicano il mio posto a sedere e io lo raggiungo. Metto via il mio bagaglio a mano e l’aereo decolla. Attorno a me i miei compagni di volo fissano impietriti l’assistente che muove le braccia per segnalare le uscite d’emergenza, mentre io mi giro (sia nel gioco ma soprattutto nella realtà!) per ammirare quel luogo singolare.

L’aereo in avaria

Ecco che subito arriva la disgrazia: c’è un’avaria al motore, i piloti annunciano l’imminente atterraggio d’emergenza in mare e ci invitano ad allacciarci le cinture. Quando ormai il “peggio” è passato, mi alzo e indosso il giubbotto-salvagente, compiendo la prima gaffe: lo gonfio nonostante avessero appena detto di farlo solo una volta uscito sulla attera di salvataggio, per cui il simulatore torna di pochi secondi indietro.

Adesso devo trovare una via d’uscita: vado in coda all’aereo e trovo una potrà chiusa. Non faccio nemmeno in tempo ad aprirla che un’ondata gigantesca mi investe e muoio. Bella fine, penso, mi sa che ci penserò molto prima di prendere un aereo d’ora in poi. Quando poi ricomincio, mi fondo verso la testa del velivolo: le hostess mi fanno cenno di uscire sulla zattera e ormai sono salvo.

Anzi, quasi salvo: avvicinandomi ad altri miei compagni di sventura, un’altra onda mi fa cadere in acqua e affogo. Non avevo gonfiato il salvagente e tra me e me rido, mentre il mio avater “rinasce”. Finalmente ritorno all’ultimo checkpoint, gonfio il giubbotto e mi siedo indenne, terminando la simulazione con una stellina di bronzo come punteggio e il tempo di 4 minuti e 59 secondi. Mi sfilo cuffie e Oculus, salutando dentro di me quell’aereo.

Il progetto tra Laboratorio Uomo-Macchina e Università di Udine

L’incontro che aveva anticipato le prove, tenutosi proprio in Loggia quella mattina con il giornalista Luca De Biase, il professore ordinario di Iterazione Uomo-Macchina all’Università di Udine e capo di HCI Lab (il laboratorio autore della simulazione da me testata), Luca Chitarro, e il responsabile Formazione Intesa San Paolo, Roberto Battaglia, aveva trattato degli ottimi usi che si potranno fare degli Oculus, ma anche i rischi, come il confondere il vero con il fittizio, tanto che alcuni studi hanno fatto vedere che è possibile addirittura manipolare i ricordi con questi!

Cosa ne uscirà lo vedremo solo una volta che saranno sul mercato, ma è necessario far prima capire a tutti cosa sono e quali sono le tematiche ad essi collegate. Altrimenti ci troveremo di fronte all’ennesimo fallimento tech, in un mondo pericoloso senza più barriere tra autentico e digitale.



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